Mostre
PARITANI - Rapsodia in blu
MOSTRA FOTOGRAFICA
RIMINI. RAPSODIA IN BLU di PARITANI
Inaugurazione sabato 14 Maggio 2011 ore 17,30
Rimini · Galleria dell’Immagine · via Gambalunga 27
Rimini. Dal 14 al 29 maggio, alla Galleria dell’Immagine in via Gambalunga 27, va in scena il blu.
È quello intenso di un mare immaginario, nel quale sono immersi i simboli più riconoscibili della città come vestigia di una civiltà nel ‘the day after’.
La Mostra, composta di 13 lavori fantasy realizzati da Roberto Pari e Sergio Tani, ovvero il duo PARITANI, con la presentazione di Fabrizio Bronzetti, ha il patrocinio del Comune di Rimini, Assessorato alla Cultura - Biblioteca Civica Gambalunga e un percorso itinerante: dopo la Galleria dell’Immagine, si svolgerà dal 18 giugno all’11 luglio al Grand Hotel Rimini e dal 18 luglio al 30 agosto nella hall di Riminiterme.
Parte del ricavato è devoluta allo IOR a favore dell’Oncologia di Rimini.

La ‘Rapsodia in Blu’ di Pari e Tani, che potrebbe essere intitolata anche ’Com’è profondo e divertente il mare… dopo la fine del mondo’, è un gioco creativo che traduce immagini reali in scenari apocalittici, ma lo fa con divertita ironia, aggiungendo alla suggestione delle nostre ‘pietre’ incagliate come relitti a fondali subacquei, la presenza inaspettata di personaggi rubati al mondo dei ragazzi, Play Mobil, Barbie, Big Gym…

”L’universo di Pari e Tani – scrive Bronzetti, nella Presentazione - aggiorna i canoni classici della tragedia, trasformandoli di volta in volta in patinati sfondi per rivista di moda o cerulei e rilassanti scenari presi a prestito dall’oggettistica turistica profumata di folklore. Domina il blu intenso dell’acqua di mare (un blu Klein?); si muovono con nonchalance personaggi pupazzeschi (Barbie e Ken in vacanza sull’Adriatico?); stanno immobili sul fondo le vestigia della civiltà contemporanea, come un’Atlantide qualsiasi che distrae appena gli indaffarati nuotatori in costume e cuffia.”

Il Grand Hotel, il Tempio, il Ponte di Tiberio, l’Arco d’Augusto appaiono e scompaiono fra il blu; inclinate, sospese, cadute, misteriose rovine solcate da incisioni latine, capitelli e busti di eroi si compongono, negli still life firmati Paritani, con immagini giocose, oggetti colorati fissati attraverso vetri o immersi in gelatine dai contorni diluiti, a suggerire l’incanto del doppio senso, a reinventare le forme di una città i cui dettagli possono servire di volta in volta a comporre un’opera diversa, di una città ancora una volta visionaria e ricostruita in studio, con mirabile creatività, di una città, questa volta, ‘da appendere’.
“Rimini ha mille sfaccettature nell’immaginario collettivo italiano – scrive ancora Bronzetti - ma riducibili a una: è la capitale del futile, del divertimento che assurge a religione. Probabilmente nel pensiero recondito degli italiani c’è già l’idea che a Rimini sarebbe più semplice aspettare/assorbire la fine di tutto. Cosa sarà poi un cataclisma marino se non la possibilità di avere un mare più lungo e profondo per tuffarsi e bagnarsi? L’ipotesi del duo fotografico è sofisticatamente concettuale: un monocromo blu, interrotto qua e là da grosse chiazze color monumento e minuti tocchi di rosa carne. Un’architettura cromatica che alla parete rilassa e distende. Fa niente che lì sotto sia scomparsa una civiltà. L’importante è potere contare su un glamour cocktail… alla giusta temperatura.”
PARITANI ovvero Roberto Pari e Sergio Tani, sono nati e vivono a Rimini. Appassionati da sempre di fotografia fin da ragazzi, dopo gli anni dell’insegnamento hanno scelto di dedicarsi professionalmente a quest’arte. Messa la laurea in un cassetto, dagli anni Ottanta si occupano di fotografia creativa e commerciale.
Hanno partecipato a diverse rassegne e mostre fotografiche e multimediali tra le quali:
“ La musa inquieta “ ( Bologna, Palazzo Re Enzo, 1986)
“ Contemporanea “ ( Bologna, Palazzo Re Enzo, 1987)
“ Ambientalia “ ( Reggio Emilia, Sala comunale esposizioni, 1987)
“ Torino fotografia, biennale internazionale ( Torino, Photosalon in galleria, 1989)
“ I culti delle discariche “ ( Bologna, Fondazione Marconi, 1997)
“ Personale “ ( Rimini, Santa Maria ad Nives, 1998)
“Indicativopresente” Artisti in esposizione ( Rimini, 26 – 28 novembre 2009)
“Spiriti di Olimpia” (Gorizia, Musei Provinciali, 15 luglio – 29 agosto 2010)
Nel 1998 hanno realizzato il libro fotografico “ Spiriti di Olimpia “, Phoenix Editore.
Hanno lavorato per diversi cataloghi e libri d’arte:
Pomposa, storia, arte, architettura, Corbo Editore, Ferrara, 1999
Il tempio Malatestiano di Rimini, Longo Editore, Ravenna, 2000
Il potere, le arti, la guerra, Electa 2001
Piero della Francesca, Phaidon, 2002
Seicento Inquieto, Federico Motta editore, 2004
Dal Trecento al Novecento, Fondazione Cassa di Risparmio di Rimini, 2005
Il Tempio delle meraviglie, Fondazione Cassa di Risparmio di Rimini, 2007
Piero della Francesca e i tesori d’arte a Rimini, Linea d’Ombra, 2009
Mostra fotografica "Amarcord Embassy, novecento"

Si inaugura sabato 14 maggio alle 18.30 la mostra fotografica "Amarcord Embassy, novecento". New Embassy
L'esposizione, che avrà luogo direttamente sulle cesate del cantiere in viale Vespucci 33, racconterà le gioie ed i dolori del ventesimo secolo attraverso le più belle fotografie scattate presso lo storico locale Embassy Club.
LA MOSTRA
E' passato meno di un anno dalla collaborazione fra Embassy abitare il mare e Linea d'Ombra che aveva portato all'allestimento di un "assaggio" presso l'info point (area Embassy) delle mostre tenutesi a Castel Sismondo. Nuovamente "Embassy abitare il mare" lega il proprio nome ad un inedito evento culturale: la mostra fotografica "Amarcord Embassy, novecento". L'autore degli scatti fotografici è Davide Minghini, che con le sue immagini ha saputo raccontare una parte importante della storia di Rimini.
Classe 1915, amico di Fellini, è stato attento testimone, fino alla sua morte nel 1987, del cambiamento che la città ha subito fino a diventare, negli anni sessanta, capitale europea del turismo. L'esposizione allestita direttamente sulle cesate di cantiere (i pannelli che delimitano il cantiere) racconterà le gioie ed i dolori del ventesimo secolo attraverso le più belle fotografie scattate da Minghini nello storico locale "Embassy club", messe a disposizione per la mostra dalla Biblioteca Gambalunga. Si potranno ammirare gli artisti che si sono esibiti sul palco dell'Embassy: Mina, Milva, Sabani, Patruno..., verranno documentati la distruzione provocata dal secondo conflitto mondiale ed il lento ritorno alla normalità (bagnanti in spiaggia e sullo sfondo il filo spinato, bambino che giocano sopra ad una mina marina...), fino ad arrivare ad una sezione interamente dedicata al maestro Federico Fellini.
Seguirà un cocktail aperitivo allietato dagli interventi musicali della Ambassador Band.
La mostra è organizzata da Embassy, abitare il mare con il patrocinio del Comune di Rimini e la partecipazione, tra gli altri, anche di Cmc.
Sponsor la società sviluppatrice Incomdue srl, l'appaltatore Cmc e la Cassa dei Risparmi di Forlì e della Romagna.
GIANLUIGI PAGLIARANI - La vita nelle mani

Mostra fotografica
La vita nelle mani
Fotografie di Gianluigi Pagliarani
A Riccione dal 15 gennaio al 15 febbraio
PARITANI - Spiriti di Olimpia
[Vedi la fotografia ingrandita]
A Gorizia presso i Musei Provinciali dal 15 luglio al 29 agosto
Nell’ambito dell’edizione 2010 del Premio Sergio Amidei, dal 15 luglio al 29 agosto, si svolgerà a Gorizia, presso i Musei Provinciali, la mostra fotografica “Spiriti di Olimpia” dei fotografi PARITANI.
Una scelta questa, fatta da Mediateca.GO “Ugo Casiraghi” che è apparsa, sin da subito, quasi scontata.
Il duo PARITANI – Roberto Pari e Sergio Tani - non ha conosciuto il critico Ugo Casiraghi, ma la mostra si pone curiosamente al punto di incontro fra la sezione Film and Reality: Naziskino – Ugo Casiraghi (che ospita il celebre documentario in due parti Olympia di Leni Riefenstahl) e l'altra grande passione di Casiraghi: lo sport.
Ed ecco il collegamento con i PARITANI che per anni hanno giocato e fotografato con ironia protagonisti di varie specialità sportive, dove gli atleti si muovono in un paesaggio postindustriale, immersi in scenari nei quali dominano grandi ruote d'acciaio – un tempo cuori pulsanti di una corderia – scheletri metallici di frantoi per inerti, ruderi di fabbriche dai cui muri sbrecciati emergono, come nervi e ossa di un corpo ormai in decomposizione, barre d'acciaio usate per il cemento armato, che possono pure fare le veci di liane per pareti da scalare.
Nel gesto stilizzato degli atleti gli autori non mirano tanto a rappresentare l'agonismo, la lotta, ma rivelano piuttosto la ricerca della natura arcaica e profonda dello sport, quella natura che accomuna le movenze della pratica agonistica all'armonia della danza. Dai loro scatti trapela un “occhio fotografico” educato e colto, ricco di citazioni e omaggi agli amati fotografi Horst, Mapplethorpe e Luxardo, ma con un originale e fanciullesco piacere per il gioco e per la sorpresa.
Località Borgo Castello (34170)
+39 0481533926 (Tel) - +39 0481534878 (fax)
musei@provincia.gorizia.it
Info:
EXIBART
PARITANI

Roberto PARI, laureato in Scienze Politiche e Sergio TANI, laureato in Matematica, sono nati entrambi a Rimini, dove tuttora vivono.
Dagli anni Ottanta si occupano di fotografia creativa e commerciale.
Hanno partecipato a numerose rassegne e mostre fotografiche e multimediali, tra le quali:
La musa inquieta (Bologna, Palazzo Re Enzo, 1986), Contemporanea (Bologna, Palazzo Re Enzo, 1987), Ambientalia (Reggio Emilia, Sala Comunale Esposizioni, 1987), Torino Fotografia '89. Biennale internazionale (Torino, Photosalon in galleria, 1989), I culti delle discariche (Bologna, Galleria Iterarte, 1997), Personale (Rimini, ex chiesa di Santa Maria ad Nives, 1998), Indicativo Presente. Artisti in esposizione (Rimini, 26-28 novembre 2009).
Nel 1998 hanno realizzato il libro fotografico Spiriti di Olimpia, Phoenix, Bologna, con testi di Roberto Roversi e Nicola Porro.
Hanno collaborato a riviste come Alter Alter, Cento Cose, Frigidaire, Isaac Asimov Science Fiction Magazine, La Dolce Vita, Per Lui, Rockstar e Terzoocchio.
Sito web PARITANI
Il vangelo secondo Matera
Inaugurazione:
Mercoledì 12 Maggio ore 18 presso MUM – MenoUnoMega, Corso della Repubblica, 144, Forlì
Durante l'inaugurazione: La terra vista dalla luna: EINF djset (Diagonal Loft Club)
Mostra visibile fino a Lunedì 31 Maggio
Mostra fotografica che a quarantacinque anni di distanza ci riporta sul set del Vangelo secondo Matteo (Pier Paolo Pasolini, 1964) e dimostra, se mai ce ne fosse bisogno, quanto il sito dei Sassi abbia contribuito al successo di quel film.
Oggi, oltre quarant’anni più tardi la magia del più grande intellettuale italiano che gira sui Sassi di Matera riprende vita grazie alle foto di Domenico Notarangelo, ai tempi impegnato nella pellicola come comparsa nel ruolo di centurione. Teneva la macchina fotografica nascosta sotto il gonnellino e di tanto in tanto la tirava fuori per rubare qualche scatto. Spesso Pasolini e le maestranze lo vedevano, ma lo lasciavano fare. Addirittura ci furono momenti in cui Notarangelo si ritrovò a stretto contatto con il regista: potè quindi fotografarlo da vicino, in diversi atteggiamenti dietro la macchina da presa.
50 scatti rimasti inediti fino ad oggi, 50 fotografie che si credevano perdute e che invece oggi ci restituiscono immagini cariche di straordinaria intensità e di toccante bellezza, all’interno di una suggestiva riproduzione documentaria.
La dimostrazione lampante che di Pier Paolo Pasolini non solo vale ancora la pena di parlare, ma che la sua produzione, il suo spessore artistico e la sua personalità sono ancora lungi dall'essere completamente scoperte.
Mostra inserita all'interno della rassegna Pier Paolo Pasolini – Uno Sguardo Inedito, organizzata da Cultura e Progetto nell'ambito 'Narrative: incontri tra il cinema e il narrare”.
Fotografa la dolce vita in Rosato

Martini Rosato e La Notte Rosa ti invitano a partecipare a "Fotografa la dolce vita in Rosato".
Cattura con i tuoi scatti la gioia di vivere e di incontrarsi che lega a doppio filo Martini Rosato e la Riviera di Rimini.
Le tue foto saranno pubblicate e votate dal pubblico sul sito www.lanotterosa.it, ed entreranno a far parte di una originale galleria fotografica, diffusa nei negozi aderenti a CNA Rimini e nelle vetrine del centro storico riunite nel Consorzio di qualità
Downtown Rimini.
Scadenza partecipazione: 7 giugno 2010
Regolamento: http://www.lanotterosa.it/concorso-notterosa.php
informazioni:
www.lanotterosa.it – www.martinierossi.it
Fotogustiamo alla Cantina delle Fosse di San Savino (RN)

La Zighij Maloone sta organizzando mostre fotografiche per
fotografi emergenti a Rimini!
Presso la Cantina delle Fosse, locale tipico di San Savino di Monte Colombo (RN),
ogni giovedì sera si terrà il FOTOGUSTIAMO: si esporranno le fotografie, ogni giovedì
di un fotografo diverso, e ad esse verranno abbinati piatti particolari della cucina
Romagnola e non.
Durante la serata il pubblico potrà ammirare le immagini e allo stesso tempo gustare
il cibo e il vino ad esse abbinato.
Se il fotografo lo desidera, gli scatti potranno rimanere esposti sino al mercoledì
successivo ed essere anche venduti al pubblico.
Il costo di partecipazione per il fotografo è di soli € 35,00 e dovrà portare le foto
già stampate...
Inaugurazione
6 marzo 2010 ore 20,30
Info:
http://www.zighij.com/main/?cat=7
MAN RAY The Fifty Faces of Juliet

"La testa di una donna è il suo completo ritratto fisico, ma, quale che sia il suo fascino, "il ritratto di un essere che si ama deve poter essere non solo un'immagine alla quale si sorride, ma un oracolo che si interroga", ha detto André Breton. Così in ogni caso, chiediamo anzitutto di una donna: ha la testa?"
Man Ray
Dal 12 settembre al 6 dicembre 2009, il Lu.C.C.A. - Lucca Center of Contemporary Art propone la mostra Man Ray. The Fifty Faces of Juliet, realizzata in collaborazione con la Fondazione Marconi di Milano.
Verranno presentati al pubblico i cinquanta ritratti che l'artista scattò alla moglie, Juliet Browner, tra il 1941 e il 1955. The Fifty Faces of Juliet fu pensato da Man Ray agli inizi degli anni '50 come libro in omaggio a sua moglie Juliet, ma anche come un 'saggio' di opere foto-grafiche iniziato a Los Angeles nel 1941. Cinquanta fotografie, stampe originali in diverse tecniche e stili, alcune colorate a mano, di diverso formato che Man Ray ha dedicato a Juliet, la musa definitiva della sua vita.
Man Ray è uno degli esponenti più significativi dell'arte del ventesimo secolo. Nato a Philadelphia nel 1890 da una famiglia ebrea di immigrati ucraini, entrò a contatto con gli artisti europei e soprattutto con Marcel Duchamp attraverso la galleria di Alfred Stieglitz di New York e gli artisti della prima edizione dell'Armory Show. Diventò in breve tempo uno dei protagonisti del Dadaismo americano realizzando con materiali di recupero oggetti fantastici di ispirazione surrealista esaltandoli anche attraverso la fotografia. Nel 1921 si stabilì a Parigi dove grazie a Duchamp si inserì nel milieu artistico e intellettuale che avrebbe dato vita al Surrealismo. In quegli anni la sua attività procedette di nuovo in molteplici direzioni parallele: la pittura, la fotografia, la grafica, la realizzazione dei famosi oggetti d'affezione. Man Ray sviluppò nuove tecniche di ripresa e stampa, come il rayograph, il fotomontaggio, la solarizzazione e il cliché-verre. Divenne un fotografo ricercato da artisti, dalla moda e dalla borghesia di quegli anni. Nel 1940 per sfuggire al pericolo nazista ritornò a New York da cui si allontanò quasi subito per trasferirsi in California, ad Hollywood, dove incontrò Juliet Browner, un'affascinante modella di ventotto anni dai lineamenti fauneschi e gli occhi a mandorla che le davano un aspetto vagamente esotico (Man). Nel 1946 Juliet sarebbe diventata sua moglie a Beverly Hills dove anche Max Ernst e la pittrice Dorothea Tanning si sposarono e i due amici si fecero da testimoni l'uno all'altro. Max Ernst dedicò all'avvenimento un suo dipinto chiamandolo Doppio matrimonio a Beverly Hills.
Nel periodo californiano, Man Ray pur continuando ad occuparsi di fotografia, si dedicò soprattutto alla pittura e ai suoi oggetti d'affezione. Nel 1951 non appena la situazione in Europa si normalizzò, Man e Juliet partirono alla volta di Parigi dove si stabilirono in rue Férou 2 bis a Saint-Germain-des-Prés. Man Ray morì a Parigi il 18 novembre 1976 e venne sepolto nel cimitero di Montparnasse. Sulla lastra ovale della sua tomba si può leggere la scritta: Unconcerned but not indifferent-Love Juliet e su quella rettangolare di Juliet che lo raggiunse nel 1991: Together again.
Man Ray, attraverso la fotografia ha offerto a se stesso e ai suoi modelli l'occasione di esplorare le possibilità creative dell'io, muovendosi straordinariamente dai registri più onirici e surreali alla pantomima, al puro divertissement. Juliet ne è stata uno dei soggetti più ricchi e straordinari. The Fifty Faces of Juliet sono il racconto di un amore e di una vita. Cinquanta ritratti in cui l'immagine di Juliet viene di volta in volta inventata, riscritta, modificata, esaltata con il segno della matita, con un intervento grafico, con la sovrapposizione di una stoffa, di un velo trasparente, occultata dietro una maschera, il suo volto incorniciato con un grande cappello alato, svelata nella sua nudità, trasformata in un ricamo.
Man Ray. The Fifty Faces of Juliet 1941 - 1955
Inaugurazione
12 settembre 2009 ore 17.30
Ingresso mostra:
12 settembre - 6 dicembre 2009
Dal martedì alla domenica ore 10.00 - 19.00
Intero: 7 euro
Ridotto: 5 euro
Info:
Lu.C.C.A.
Via della Fratta, 36 - Lucca
Tel. O583 571712 Fax. 0583 950499
www.luccamuseum.com
In occasione di questa esposizione è stato pubblicato un libro d'artista: "Man Ray - The Fifty Faces of Juliet", con la riproduzione delle cinquanta fotografie, testi di Man Ray, Giorgio Marconi, Janus, Maurizio Vanni;
Carlo Cambi Editore, Poggibonsi (SI) - Fondazione Marconi, Milano
www.carlocambieditore.it
Frank O. Gehry dal 1997

La Triennale di Milano presenta Frank O. Gehry dal 1997, a cura di Germano Celant, la prima esposizione dedicata a Frank O. Gehry che riunisce la selezione dei progetti realizzati a partire dall’importante svolta stilistica del 1997, costituita dal Guggenheim Museum di Bilbao, fino ad oggi.
La mostra, curata da Germano Celant, è realizzata in collaborazione con Frank O. Gehry e Gehry Partners LLP, e resa possibile anche grazie all’assistenza di importanti istituzioni internazionali quali il Guggenheim Museum di Bilbao, AGO - Art Gallery of Ontario di Montreal e DAC - Dansk Arkitektur Center di Copenhagen.
I progetti in mostra, per la maggior parte inediti, sono stati selezionati insieme all’architetto americano, ideando un evento espositivo che indaghi oltre agli edifici anche le loro relazioni con il territorio in un’ottica di progettazione più urbanistica: da DZ Bank Building di Berlino (1995-2001), a AGO - Art Gallery of Ontario (2000-2008), dal Jay Pritzker Pavilion di Chicago (1999-2004), all’Interactive Corporation Headquarter di New York (2003-2007), fino al resort Atlantis Sentosa di Singapore e alla sede di Abu Dhabi del Guggenheim Museum, la progettazione dei quali è cominciata tra il 2005 e il 2006.
Le architetture, che costituiscono l’highlight del lavoro di Gehry Partners LLP negli ultimi dieci anni, saranno raccontate attraverso i filmati, le fotografie, i disegni, i modelli relativi alle varie fasi di elaborazione del progetto, nonché le parole dell’architetto.
Parallelamente, saranno proiettati in video i materiali relativi alle tecnologie utilizzate da Gehry nelle diverse fasi del processo creativo e costruttivo. Interviste e display che illustrano la nascita e la specificità del gruppo Gehry Technologies, le modalità dell’ideazione con il software Catia in rapporto alla progettazione tradizionale, la sua complessità e le possibilità di ottimizzazione nel processo di creazione architettonica.
L’esposizione sarà arricchita da un catalogo pubblicato da Skira, che riunirà tutti i progetti di Frank O. Gehry, esposti e non esposti a Milano, dall’innovativo strappo linguistico del Guggenheim Museum di Bilbao ad oggi. Introdotto da un saggio critico di Germano Celant, il libro ripercorre dal 1997 i recenti progetti dell’architetto vincitore del Pritzker Architecture Prize 1989, per la maggior parte inediti, attrverso i disegni a mano, i disegni di studio, le elaborazioni in 3D, i modelli e le fotografie del costruito: dal Walt Disney Concert Hall di Los Angeles (1989-2003), alla Corcoran Gallery di Washington DC (1999-2005), dal The Experience Music Project di Seattle (1995-2000), al complesso abitativo di Beekman Street a New York (2003-2009).
Quando: 27 Settembre 09 - 10 Gennaio 10
Orario: 10.30 - 20.30, chiuso il lunedì - Giovedì 10.30 - 23.00
Luogo: Triennale di Milano
Ingresso: 8 € - 6 € - 5 €
IL FUTURISMO NELLA FOTOGRAFIA

Si tratta dell’unica mostra del Centenario che affronta il tema specifico dei rapporti intercorsi tra l’ambiente artistico della fotografia e il futurismo inteso come approccio globale dell’arte, esulando quindi dalla microsociologia del movimento fondato da Marinetti. Inoltre, la mostra è in particolare l’unico evento programmato a Firenze per celebrare uno dei movimenti culturali più importanti del nostro Novecento.
Attraverso 126 opere corredate da una documentazione storica originale, la mostra indaga le prime intuizioni formaliste e antinaturaliste di fine Ottocento, per analizzare poi la rivoluzione del fotodinamismo dei fratelli Bragaglia e i successivi esiti creativi che le teorie futuriste hanno prodotto nella fotografia italiana, aprendola alla modernità internazionale.
I generi espressivi esplorati sono la fotografia multipla, la ritrattistica, il fotodinamismo, l’immagine di stato d’animo, il fotomontaggio, il fotocollage, la manipolazione iconografica, la composizione e il camuffamento d’oggetti, la ricerca iconica, la foto-performance, ma anche la fotografia come strumento sociologico e ideologico, e infine come memoria o possibilità di scandire e fissare l’ufficialità e la vita interna del movimento futurista, le sue occasioni sociali o i riti che cimentavano la complicità del gruppo.
La ricchezza e la varietà degli intenti futuristi in ambito fotografico, pur collegandosi alle attività delle altre avanguardie europee, rappresentano un’esperienza unica, che applica in maniera innovativa i principi dell’arte futurista: antipassatismo, sperimentazione formale e estetica, ricerca di una restituzione visiva dei valori psichici, volontà di catturare il dinamismo e il vitalismo del mondo contemporaneo.
Al di là del futurismo costituitosi intorno alla figura di Marinetti, la mostra tratta così anche delle immagini di una “cultura futurista” che ha preso forma in modo libero e indipendente, nei termini di uno sperimentalismo o di uno spirito avanguardista, investendo coscientemente la fotografia in quanto medium per eccellenza di una modernità legittimata tanto nel gesto quotidiano quanto nell’atto creativo.
La mostra vuole quindi rappresentare, con fotografie tratte dalle Raccolte Museali Fratelli Alinari e da molte importanti collezioni italiane sia pubbliche che private, un excursus fotografico attraverso uno dei movimenti artistici più significativi del Novecento.
Firenze
MNAF - Museo Nazionale Alinari della Fotografia
Piazza Santa Maria Novella 14a r
Dal 17 settembre al 15 novembre
Orario: 10:00 - 19:00; chiuso mercoledì
Prezzi: biglietto intero € 9,00; ridotto € 7,50;
gratis bambini fino a 5 anni
Il biglietto è comprensivo della visita al Museo
Roger Ballen 1982-2009

La Triennale di Milano, in collaborazione con la Galleria Massimo Minini, presenta la retrospettiva di Roger Ballen, a cura di Andrea Bellini: un’ampia selezione di fotografie in bianco e nero dal 1982 al 2009. La mostra documenta il percorso artistico e l’evoluzione estetica di Ballen, da lui descritti come “viaggio alla ricerca di un linguaggio”. Questa grande retrospettiva, la prima in Italia, illustra l’inimitabile stile fotografico di Ballen, mettendo in mostra la sua trasformazione stilistica nel passaggio da un approccio documentaristico ad un soggettivismo profondo e ragionato.
La mostra apre un ciclo che la Triennale di Milano dedica alla fotografia contemporanea.
Sconvolgente, affascinante, tenero ma anche brutale, il lavoro di Roger Ballen è certamente uno dei più particolari e toccanti nell’arte contemporanea. Le fotografie di Ballen sono immagini coinvolgenti e seducenti, capaci di colpire a fondo lo spettatore con il loro apparire allo stesso tempo belle e profondamente inquietanti, creando così un senso di alienazione e di rottura.
Un cupo umorismo e una percezione dello spazio del tutto personale collocano il lavoro di Ballen a metà strada tra una convinta dichiarazione sociale e un approfondito studio psicologico. Nell’ultimo periodo questo si concretizza attraverso una radicale e allarmante forma di soggettivismo, un’analisi psicologica del mondo stesso, che rappresenta l’essenza della politica, dell’ideologia e di noi stessi.
Roger Ballen è il perfetto erede e l’esponente più significativo di una tradizione che passa attraverso il lavoro di Andre Kertesz, Man Ray, Ralph Eugene Meatyard e Hans Bellmer. L’influenza di questi fotografi è sicuramente visibile nelle opere di Roger Ballen, che, come loro, concepisce i suoi lavori come dei veri e propri tableaux vivants, non solo inserendo autentici brani di pittura all’interno dell’opera, ma anche utilizzando oggetti reali come segni astratti, linee o figure dal carattere prettamente pittorico. A sottolineare questa tendenza non mancano inoltre disegni e graffiti che riprendono lo stile di Dubuffet e Twombly sui muri e sulle pareti degli interni.
Tutte le immagini appaiono naturali seppur studiate con grande cura. Combinando in questo modo anarchia e tranquillità, le fotografie suggeriscono un’infinità di significati e associazioni.
Quando: 07 Ottobre - 08 Novembre 09
Orario: martedì-domenica 10.30-20.30 - giovedì 10.30-23.00
Ingresso: 4 € - 3 € - 2 € - 2 €